Scilla&Cariddi: il piatto da collezione 2020 ideato da Ligama

Scilla&Cariddi: il piatto da collezione 2020 ideato da Ligama

Il linguaggio della street art invade e pervade i due piatti disegnati da Ligama che si presentano quali metonimie dei suoi lavori a cielo aperto realizzati sui muri di palazzi cittadini o di case rurali abbandonate di cui il vetro – materiale scelto come supporto – ne rievoca in qualche modo la fragilità e la “trasparenza” architettonica creata dal e nel tempo.

Panettone Magnum e il piatto da collezione street art edition

Ligama si rifà all’epica greca, a Scilla e Cariddi, descritti da Omero nell’Odissea come i due mostri marini che con il moto perpetuo delle correnti scandiscono l’ingresso allo Stretto di Messina, consentendo l’accesso ai tesori dell’Isola solo ai viaggiatori più virtuosi.

La leggenda racconta che, in origine, i due mostri fossero due ninfe bellissime.
Scilla (“colei che dilania”), figlia di Tifone ed Eschidia, fece innamorare di sé il pescatore Glauco che per lei respinse la maga Circe che si vendicò, trasformando Scilla in una creatura mostruosa con sei teste di cani rabbiosi e ringhianti. Scilla sconvolta si nascose in un antro delle coste calabresi seminando stragi tra i naviganti che vi passavano vicino.
Cariddi (“colei che risucchia”), figlia di Poseidone e di Gea era tormentata da una grande voracità. Mangiò i buoi di Eracle e Zeus per punirla la trasformò in un orribile mostro che ingoiava tre volte al giorno enormi quantità d’acqua per poi sputarla, trattenendo però tutti gli esseri viventi che vi trovava.

Ligama ritorna alle origini dell’arte figurativa realizzando un dittico composto da due piatti tondi caratterizzati da campiture geometriche dai colori accesi da cui emergono le figure mitologiche che mostrano una solennità tipica della statuaria classica. I due piatti non sono presentati insieme ma separatamente così da sottolineare l’importanza singola e doppia di queste due ninfe destinate a diventare due creature mostruose leggendarie.

Ligama va dritto al punto: vuole creare un dialogo diretto ed empatico con il pubblico (quanto più vasto è meglio è!) raccontando una delle leggende più antiche legate alla sua Sicilia con uno stile veloce, forte, da “strada” più che da biblioteca. Semplifica l’idioma ma mai il significato, realizzando una traduzione intellegibile a tutti. I suoi colori ci trascinano all’interno del suo racconto visivo, in un moto ondoso d’immersione ed emersione simile a quello narrato da Omero quando descrive le acque dello Stretto di Messina agitate dalle due mostruosità femminili. I volti di Scilla e Cariddi ci ipnotizzano, afferrano il nostro sguardo e lo sfidano: chi avrà la meglio?

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Ligama: il castatorie street

Ligama per noi è un cantastorie street che gira per la Sicilia con i suoi pennelli e bombolette, fermandosi non in lussuosi castelli ma presso muri di architetture urbane e rurali a cielo aperto per raccontare le sue riletture di miti e leggende isolane non a un pubblico ristretto di cortigiani ma a quante più persone possibili.

Più che aver conosciuto Ligama e la sua ricerca artistica, possiamo dire di esserci riconosciuti in lui e nella sua attitudine a far conoscere il nostro territorio e la nostra cultura, attraverso la bellezza. Anche per noi la bellezza ha un ruolo centrale nell’umile processo di alfabetizzazione dei palati a materie prime di alta qualità, ad abbinamenti arditi e a ricette nuove che da anni portiamo avanti.

Continuiamo ad associare il buono al bello, anche attraverso i nostri pack e le nostre Capsule Collection Limited Edition forse perché in Sicilia quando mangiamo una cosa buona diciamo che è bella e per noi questo è un connubio che potremmo definire atavico, è un richiamo alla nostra essenza cui non riusciamo a sottrarci e che anzi cerchiamo di diffondere e far conoscere.

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